Bergamo 40 – Novara 13: Sempre più difficile.

Doveva essere l’inizio di un nuovo campionato teso alla rincorsa per la salvezza e invece la prova del Novara è stata del tutto negativa e solleva seri dubbi sulle capacità della squadra di poter ottenere il risultato prefissato . La squadra , in svantaggio di ben 12 punti dopo soli 5’ di gioco , non ha lottato come deve fare una compagine alla ricerca disperata di punti con troppi giocatori rinunciatari in fase di  placcaggio e dalla volontà di fermare l’avversario per poter giocare palloni di recupero , consentendo a un Bergamo manovriero , veloce e pimpante di fare dei nostri un sol boccone , nonostante nel primo tempo le distanze non fossero così abissali. Il rugby è uno sport di combattimento dove non si può barare e così se nell’uno contro uno il difensore non placca, sarà sempre superato senza se e senza ma. Il biondo Jean Pierre Rives mitico numero 6 della forte Francia di un po’ di anni fa “metteva la testa dove gli altri non mettevano i piedi” : se ci si vuole salvare i quindici azzurri che entrano in campo devono diventare così e migliorare al massimo la propensione al placcaggio e all’impatto difensivo.

Orfano di Cerutti e di Chibelli , squalificato , coach Cuttitta si affida a Di Valentino , Cotroneo , Vientsov in prima linea , ai due Loretti in seconda e Guglielmi , Maso e Basile terze linee ; Dario e Pina Trilla coordinano i centri Battaglia e Carugati , mentre dietro ci sono Ratti , Panigoni e Cassia.

Inizio choc per il Novara che incassa un tremendo uno due stile Foreman contro Alì a Kinsasa e succede così : 3’  possesso palla azzurro nella metà campo bergamasca e carica taurina di Vientsov vicino al punto di incontro che ha l’unico letale difetto di tenere il pallone a portata di scippo , cosa che puntualmente avviene e il malloppo ovale viene scaricato dal piede orobico in un lungo calcio nel box , dove Ratti vaga ancora nella prateria e cicca la presa consentendo il recupero palla e la conseguente meta giallo nera , aiutato in ciò dal mancato aiuto dei compagni del triangolo. Due minuti dopo ancora possesso palla del Novara che manovra al largo sulla fascia destra del campo e si trova ad avere una situazione di superiorità numerica in una zona un po’ ristretta del terreno di gioco con una difesa comunque arrembante . La scelta di Panigoni di saltare l’uomo anziché di usare un passa palla veloce si rivela sciagurata perché è letta e intercettata dal difensore di casa che si invola indisturbato in meta. 5 + 7 = 12 a 0 ! La partita del Novara di fatto finisce qui anche se manca ancora  parecchio tempo, ma la squadra di quest’anno sembra incapace di operare una qualsiasi rimonta e soprattutto si rivela sterile in attacco e soffice in difesa . Bergamo continua a premere abile a contrattaccare i palloni alti che i piedi non sempre precisi dei nostri calciatori utilizzano per liberare i nostri ventidue . Il problema è che la rete difensiva sale ma non placca rendendo facile agli orobici insediarsi nella nostra metà campo per almeno altri quindici minuti , in cui sbagliano un calcio piazzato e falliscono una occasione grazie ad un recupero difensivo di uno stoico Pina Trilla prima e poi da contrattacco propiziato da un calcio nel box di Dario su cui Macri , appena subentrato ad un assente Ratti, sbaglia il primo di una lunga serie di placcaggi , arriva un errore di passaggio e il pericolo passa. Esce anche Cotroneo per infortunio e spazio al debutto in serie B in un ruolo inedito per un Lucci che non demerita . La mischia ordinata sembra l’unico reparto in palla ma l’intesa Dario con Maso non pare perfetta, mentre la rimessa laterale non sempre è precisa , ma Fabio Loretti si fa lavanderino e ripulisce i palloni sporchi . Al 17’ il Novara respira un po’ con i 3 punti di Pina Trilla da calcio piazzato e cerca di farsi pericoloso costruendo qualche azione di rilievo , purtroppo mai concretizzata per la frequente perdita del pallone oppure per i tenuto a terra commessi a causa del ritardo del sostegno . Rimane il fatto che Bergamo , se aggredita e attaccata con pazienza e intelligenza , non appare una corazzata inviolabile , tanto più che i padroni di casa rimediano un giallo per falli ripetuti e finiscono il tempo in inferiorità numerica . In tutto ciò il Novara è capace di raccattare solo tre punti al piede di Pina Trilla al 25’ , di incassarne altrettanti al 35’ e soprattutto di non riuscire a segnare una meta che forse avrebbe ristabilito glli equilibri perché i ripetuti pick and go a un passo dalla meta , vengono condotti senza una efficace assistenza e soprattutto eseguiti quasi sempre sul lato sbagliato del raggruppamento  e , nonostante ciò , avendo comunque assorbito i difensori vicino al pack , Dario e & ignorano la situazione di netta superiorità sulla larghezza e l’ennesimo tentativo di sfondare si infrange in un banale in avanti di Luca Loretti su cui si chiude il tempo con il risultato ancora accettabile di 15 a 6.

Nel secondo tempo , come spesso accaduto in questa stagione , il Novara invece di suonare la carica della riscossa , spegne la luce , va a dormire e lascia la porta aperta . Al 5’ scontata ripartenza bergamasca da mischia ordinata sul lato chiuso , ma Cassia liscia il placcaggio sull’ ala orobica tranquilla in meta per il 20 a 6. Al 10’ tre punti gialloneri per placcaggio alto e soprattutto iniziativa costante in mano ai padroni di casa che hanno nel contrattacco e nel gioco al largo le armi migliori . Al 15’ Cassia sbaglia il calcio di liberazione e innesca l’azione dell’estremo giallonero che si beve uno dopo l’altro almeno tre dei nostri difensori che si esibiscono in apprezzati lisci alla Raul Casadei. Esce Dario per Sacchi ma il Novara sembra non aver voglia di e forza per tentare di ribaltare l’inerzia della partita , se non con una fiammata di Pina Trilla che intercetta l’ovale vicino ai nostri dieci metri , ma accorgendosi di essere sulla linea di recupero di tre avversari passa l’ovale all’accorrente Macri che mette la maiuscola sulla sua prova in negativo commettendo un incredibile avanti. Esce Vientsov per Pandin , mentre Midolo rileva Basile. Al 25’ , appena richiamato , capitan Loretti dà l’esempio ai suoi fans di come non si deve fare per essere ammoniti , lasciare la propria squadra in inferiorità numerica per poi subire 14 punti nei 10’ successivi, facendo crollare in tutta evidenza una maul avanzante bergamasca, che , nella successiva penalty touche si ripete invece con successo in meta.  Così come arriva puntuale un’altra meta dal successivo calcio di rinvio su cui Bergamo costruisce un micidiale multifase che consente , dopo un paio di cambi di fronte , al numero 8 giallo nero di andare a bersaglio a difesa sguarnita. Entra anche il giovane Vecchio per Carugati e la verve della mediana targata under 18 dà alla squadra l’unico sussulto positivo del secondo tempo costruendo un’azione che porta in meta Pina Trilla al 33’: touche rocambolesca da cui il possesso palla rimane in mano azzurra con Vecchio che opera una serpentina in mezzo alla difesa orobica e rimette in avanzamento il pack ; Sacchi riapre per il sodale, bravo a smarcare Battaglia che finalmente opera un break nella linea orobica e non sbaglia il due contro uno per l’accorrente Pina Trilla, nel frattempo passato estremo, che coglie la meritata segnatura a suggello di una gara ,magari non sempre precisa al piede, ma davvero intensa e generosa in difesa e precisa con i pochi palloni disponibili in attacco. Cassia realizza i due punti aggiuntivi da posizione assai difficile , imitato a fine match dal piazzatore ospite che conclude i giochi realizzando gli ultimi tre punti della gara.

Palpabile delusione e scoramento tra lo staff e i tifosi novaresi giunti al seguito della squadra che se non troverà lo spirito degli Spartani alle Termopili o dei ragazzi del ’99 sul Piave, difficilmente riuscirà a risalire la china e a raggiungere la salvezza , considerando che la Union è andata  a espugnare Capoterra. La vecchia filosofia di vincere segnando una meta in più degli altri , ormai non confacente per la compravata sterilità offensiva del nostro XV, deve essere sostituita dalla voglia di combattere e di difendere con il coltello tra i denti ogni centimetro di terreno e di evitare assolutamente quegli errori individuali che nel corso del campionato ci sono costati davvero cari. Man of the match a Fabio Loretti , lottatore indomito e reattivo catturatore di palloni , e menzione d’onore a un mai domo Pina Trilla coraggioso difensore dal piede però non sempre preciso .  

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