Novara 16 – Lecco 24: La sconfitta si consuma al freddo.

Prima di ritorno al Laurenti . In un clima artico , che da sempre caratterizza la sfida tra le due squadre, su un campo un po’ deteriorato dalla pioggia ghiacciata, il Novara gioca una delle sue migliori partite stagionali, ma riesce a perderla rimanendo con il classico pugno di mosche in mano. Detto che la fortuna è cieca e pare che quest’anno  non veda proprio mai di buon occhio le maglie novaresi , detto che la mole di gioco e le occasioni sciupate per chiudere la partita non si contano , detto che gli uomini di mischia oggi hanno giocato una gara diligente e generosa vincendo il diretto confronto con i dirimpettai molto spesso tranne che in rimessa laterale, unico settore che , ahinoi, ha funzionato al meglio in casa Lecco , bisogna dire che la partita è stata persa per i pochi ma fatali errori in difesa e per le poche ma determinanti azioni fallose commesse nei momenti clou del match in fase di attacco  . La prova magari sottotono di qualche giocatore vuoi per le condizioni climatiche vuoi per le condizioni fisiche quali Pina Trilla, Carugati e Battaglia hanno favorito gli ospiti proprio alla fine del secondo tempo in cui, probabilmente, sarebbe stato utile almeno un cambio .

Il Novara affronta partita in formazione tipo con Vientsov , Cotroneo , Chibelli , i due Loretti, Guglielmi , Maso e Basile a completare il pack , Dario e Pina Trilla solito duo affiancati dai centri Cerutti e Carugati e dal triangolo allargato composto da Battaglia, Cassia e Panigoni.

Primi 5’ di partita e Novara regala tre falli agli ospiti che fanno subito capire di gradire la penalty touche e di usare la piazzola a distanza di tiro , ma la mira per ora è difettosa.  Le squadre vogliono giocare con il pallone in mano , ma le condizioni climatiche suggeriscono il gioco al piede che però vede parecchia imprecisione nelle file azzurre , oggi in maglia verde. Battaglia sbaglia un calcio di liberazione e per poco il contrattacco non ci infila. Sembra in forma il pack in mischia ordinata, fase di gioco che dà certezza di conquista e proprio da qui la squadra si rianima e parte a testa bassa. Grandi cariche in percussione di Vientsov e Chibelli in primis , ma belle anche le  galoppate di Maso che aprono varchi nella difesa lacuale. Al 15’ Pina Trilla opta per il calcio a scavalcare e corre al recupero del pallone che rotola in aerea di meta. A parer nostro il difensore si butta deliberatamente sulle gambe del “puto” in azione fallosa e pericolosa abbattendo il nostro 10 e salvando la meta . L’arbitro sorvola , come troppo spesso accade in questi casi , e non sanziona. Meta rimandata di pochissimo perché sugli sviluppi del rinvio , Battaglia pesca il varco giusto dove incunearsi e torna in zona rossa , Dario rapido per Chibelli indiavolato a caccia di metri ventre a terra  e poi si chiude in meta con la classica cassaforte marca Loretti per il maul di attacco che non lascia scampo. Cerutti trasforma il 7-0. Nemmeno il tempo di gioire e ,come spesso avviene quest’anno , Maso cicca il recupero palla e Chibelli commette fuorigioco . Touche penalty e carrettino letale che libera il lato chiuso e apre la strada per l’ala ospite in meta : 7 – 5 in tre minuti !

La partita è combattuta e avvincente con squadre che si affrontano a viso aperto e con il Novara che sente di poter vincere il match . Infatti il Lecco è costretto a retrocedere il proprio baricentro e a difendersi con ordine ma lascia fatalmente dei varchi . Al 25’ Cerutti sbaglia dalla piazzola. Subito dopo grande break di Maso che sospinge i suoi a ridosso della meta ma questa volta la maul fa cilecca. Poi altra bella azione di attacco condotta nei 22 ospiti , ma è Dario a sbagliare il passaggio e non si conclude. Così poco dopo anche Cerutti buca sull’out e si invola verso la meta arrivando all’uno contro uno contro l’estremo ospite che sarebbe battuto senz’altro in velocità puntando alla bandierina , ma che invece Big pensa erroneamente  di poter tagliare fuori cambiando all’interno : errore fatale da bimbo ciccio perché il difensore , assai bravo , recupera. I punti , nonostante la mole di lavoro , non arrivano . Ancora è Chibelli che stantuffa e avanza , il pallone arriva in mano a Cerutti che delizia la platea in sottomano a Carugati che però commette avanti e sfuma un ‘altra occasione. A portar un po’ di concretezza ci pensa la mischia ordinata che al 37’ conquista un calcio di punizione trasformato al piede da Cerutti per il 10 – 5 di fine tempo. Davvero poco il fieno in cascina rispetto a quanto fin qui seminato!

Il secondo tempo si apre tra fuochi e fiamme nel clima gelato. Al 5’ Cassia è protagonista di una grande sgroppata che taglia in due la difesa ospite e arriva in zona nevralgica prima di essere contrato dall’ultimo difensore senza avere la sensibilità giusta nel passaggio a una mano all’accorrente Cerutti.  I segnali sembrano positivi , ma basta una disattenzione difensiva di Pina Trilla a spianare la strada alla risalita del Lecco che trova una touche in zona d’attacco : il lancio è stranamente impreciso , il pallone ballonzola distrattamente in giro ma Basile non è reattivo al punto giusto per catturarlo e offre di fatto la base di partenza per la meta del pareggio lecchese la cui ala riesce a violare difesa e area di meta. Clamoroso 10 -10. Il Novara reagisce con vigore sostenuto ancora una volta da una stoica prima linea che tiene bene in mischia ordinata , anche se l’arbitro fischia un paio di dubbi falli contrari alla nostra spinta. E’ pur vero che le incursione dei ball carrier pesanti novaresi si fanno più rare perché Vientsov e Chibelli accusano la fatica e perché Cotroneo si titilla nel ruolo di ala statica , ma ci pensa Cassia a incutere timore ai lecchesi guadagnando metri a suon di quadricipiti senza però trovar fortuna nel riciclo diretto. La meta sembra vicina ancora su kick pass di Pina Trilla verso l’out sinistro dove il solingo Battaglia non riesce a carpire l’ovale al volo commettendo un avanti nello spazio deserto. Ci pensa il piede di Cerutti al 18’ e al 23’ a marcare i punti che sottolineano il miglior momento del Novara che così si porta in vantaggio per 16 – 10 e sembra poter chiudere il match con una meritata vittoria. Dice il saggio : non dire gatto se non ce l’hai nel sacco ! E così nel finale il gatto scappa ancora una volta e il sogno sfuma. Non si capisce bene che succede , se le energie finiscono o se le idee si gelano , ma tant’è : il manuale della giovane marmotta del rugby che Cuttitta tiene con sé in panchina prevede che una squadra in vantaggio di punti in una giornata invernale , con terreno pesante DEVE usare il piede tattico o l’up and under insidioso per tenere lontano gli avversari e costringerli a un lento risalire e per mettere pressione sulla presa incerta . Invece il testardo Pina Trilla opta per un gioco veloce alla mano che costringe i nostri a sprecare le energie residue e ad agevolare la difesa che ha buon gioco su un inefficace Carugati , oggi piuttosto opaco in attacco. Ci vorrebbe forse qualche cambio a dare ossigeno ai polmoni azzurri , ma la panca non si muove. Si muove invece il Lecco al 35’ : un inutile fallo in territorio lacuale di Maso regala il possesso agli ospiti che approfittano del loro miglior repertorio in rimessa laterale ; sugli sviluppi , un errore difensivo lascia spazia all’ala ospite che viene fermata in qualche modo, giudicato falloso, da Panigoni  ma ciò non basta ad evitare la meta e il giallo al nostro estremo . Per giunta il kicker ospite centra i pali da difficile posizione e porta la sua squadra a un inaspettato vantaggio sul 16 -17. Mancano una manciata di minuti e il Novara in sottonumero cerca la rimonta. Con il senno di poi sarebbe stato meglio interrompere lì il match guadagnando un punto di bonus , perché il seppur generoso tentativo di attacco alla garibaldina si rivela un clamoroso autogol visto che , appena passata la metà campo nei 15 metri dell’out destro Pina Trilla , pressato, prova uno smistamento all’ala dove staziona il lento e piatto Cotroneo al posto dei veloci Cassia e Cerutti : l’intercetto in questi casi è quasi d’obbligo per la beffarda e definitiva corsa in mezzo ai pali del numero 10 lecchese. Doccia gelata e schiaffo in faccia è il 16 -24 finale.

Difficile ingoiare il rospo , ma dobbiamo riconoscere un netto miglioramento della squadra e di tutti i reparti in generale . Oggi quasi tutti i nostri giocatori hanno espresso il loro miglior rugby . Purtroppo , come detto nell’incipit,  bastano pochi errori individuali a non far segnare mete e a farle segnare , invece , agli avversari che sembrano però avere tutti la dea bendata dalla propria parte. Fatto il debito pensiero a convocare il mago Oronzo per togliere malocchi e fatture , non resta che lavorare e credere nella salvezza ancora alla portata. Man of the match a Vientsov perché disputa l’intero match su livelli a lui prima d’ora sconosciuti sia in mischia ordinata che nel gioco aperto ; ottima anche oggi la prova di Cassia all’ala. Pausa sei Nazioni poi si riprenderà con la trasferta a Piacenza.